venerdì 9 settembre 2011

Lavori del futuro: le professioni che nasceranno nei prossimi anni

Che lavoro fare? su quale settore puntare?
L'istituto di ricerca FastFuture ha pubblicato per conto del governo britannico la lista delle nuove professioni che nasceranno o prenderanno piede entro il 2030. A leggerla così, per la verità, questa sequenza di "lavori" sembra del tutto improbabile.. Sarà forse l'arretratezza di un lettore del 2011!

Nessuna sicurezza quindi,  ma le probabilità che questi curiosi mestieri si diffondano su larga scala, assicurano gli esperti, sono veramente elevate. Eccone alcuni:

-Costruttore di parti del corpo
-Nanomedico
-Etico della "nuova scienza"
-Specialista per la riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici
-Avvocato virtuale
-Responsabile per lo smaltimento dei dati personali
-Assistente sociale per social network
-Pilota spaziale, guida turistica dello spazio, architetto per pianeti
-Sviluppatore di mezzi di trasporto alternativi

mercoledì 7 settembre 2011

Google Plus, ci siete già?

"Al momento stiamo testando il progetto Google+ con un ristretto numero di persone, ma presto sarà aperto a tutti. Lasciaci il tuo indirizzo email e sarai il primo a sapere quando saremo pronti a invitare più persone." Questo è il rimbalzo dell'era digitale, l'avatar del buttafuori che ti impedisce di entrare in discoteca.
Google+, il nuovo social network targato Larry Page e soci, da tempo non permette l'accesso anche se i dati ufficiali parlano di incredibili record di adesione polverizzati di giorno in giorno.
C'è da scommettere che il nuovo prodotto della big G - un misto fra facebook e twitter - spopolerà anche da noi, ma già nascono le prime polemiche.
Il nodo del contendere è la divisione fra normali e popolari, fra paria e gente che conta; il tutto condito da qualche fastidio e invidia ( ne parla oggi Wired)  
Attendendo che il buttafuori permetta l'accesso..

martedì 6 settembre 2011

Manovra, cambia ancora tutto.. e adesso ci paragonano alla Grecia

IVA al 21%, contributo di solidarietà (del 3) sopra i 500 mila Euro, adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato dal 2014, alle Regioni le competenze delle Province. Su tutto verrà posta la fiducia.. Per adesso è così!
Non stiamo cambiando veramente un po' troppe volte?
Intanto l'ormai famoso differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi ha raggiunto il massimo storico. Il peggio di sempre.
Forse la stiamo prendendo un pò troppo alla leggera? Ci siamo assuefatti alla graduale (neppure molto) caduta giornaliera? Intanto qualcuno, la Merkel, inizia a paragonarci alla Grecia..

lunedì 5 settembre 2011

Martinazzoli, la Costituzione e i giovani

Oggi se ne è andato Mino Martinazzoli. Il sindaco di Brescia, il il ministro della Giustizia che nel pieno degli anni ottanta permise lo svolgimento del primo maxi-processo contro la mafia, l'ultimo Segretario della DC. Un personaggio crepuscolare per la nostra generazione, un nome a cui associamo una storia che conosciamo a stento. Colto, coltissimo; incredibile oratore se paragonato a certi suoi successori.
Fra i convegni a cui ho partecipato lo ricordo come uno dei relatori che più mi ha appassionato. Tenne un discorso sui giovani e la costituzione; sul niente della politica con cui siamo destinati a scontrarci in questi tempi.  Dal suo volto solcato dalle rughe, con voce calma e roca uscirono queste parole coclusive:
"La prima parte della costituzione vive se vive nella
coscienza degli italiani altrimenti è carta sterile.
Vedete,  diventando sempre più vecchio elargisco sempre più speranza nei giovani.  Se penso alla grande Costituzione che abbiamo commentato questa mattina, vedete in quell’assemblea c’erano i grandi vecchi, c’era Benedetto Croce, c’era nientemeno che il presidente Vittorio Emanuele Orlando, quello della vittoria mutilata, ma i grandi articoli di questa costituzione, li hanno scritti dei giovani, che erano usciti dall’esperienza della guerra, talvolta dalla Resistenza e che soprattutto avevano capito che era il momento dell’assunzione di una loro responsabilità. Quella Costituzione è stata scritta da giovani ed ha bisogno oggi, secondo me, di essere riletta da giovani. 
La Costituzione ha bisogno di essere letta da luce nuova, da
luce sorgiva, per tornare ad essere fulcro di grandi
imprese"

sabato 3 settembre 2011

Camila Vallejo, 23 anni, icona degli indignados

La copertina de "Il Venerdì'" di questa settimana la ritrae in primo piano,  piercing al naso, pugno alzato e sorriso dischiuso. E' la ragazza che ha rovesciato nelle piazze la protesta cilena per l'"Università di Pinochet", che ha portato alle dimissioni il ministro dell'educazione e il presidente Pinera al minimo storico di gradimento (lo stesso presidente acclamato per il recupero dei minatori qualche mese fa).
L'opposizione cilena e i media mondiali le stanno cucendo addosso l'abito di regina di questo 2011 di forti contestazioni. Qui il suo blog e qui un esempio delle 1000 interviste caricate su youtube.
Come sottolineano i più, gli occhioni grandi e il viso pulito aiutano certamente la sua popolarità e d'altra parte lei non lo nasconde; il Venerdì riporta un suo eloquente virgolettato: "effettivamente sono molto carina e non ho alcun problema ad ammetterlo, ma la mia faccia non l'ho scelta io. Invece ho scelto il mio progetto politico". Restano i fatti raccontati dalle mobilitazioni che ha saputo muovere e dalla sicurezza con cui interviene alla cnn o alla bbc. Fosse stata una cozza non l'avrebbe seguita nessuno? Probabilmente non i 4/5 del paese e le telecamere di tutto il mondo.
Per adesso ha comunque vinto. Ha 23 anni.
Qui ci accontentermo di qualche eletto sotto la cinquantina 

martedì 16 agosto 2011

Scatti al volo... per immortalare la solidarietà (e vincere una reflex)

Segnalo questo concorso fotografico organizzato dal CSV.
Basta mandare una foto per mail che rappresenti la tua idea di solidarietà.
Al vincitore una splendida reflex digitale.
Qui il regolamento
In tempo di vacanze magari uno scatto lo trovate.. buone vacanze!

giovedì 11 agosto 2011

Saremo la prima generazione più povera della precedente?

La domanda ha un senso ed è reale: nel corso del novecento le generazioni che si sono susseguite hanno guadagnato man mano pezzetti aggiuntivi di benessere. La cosa è palese per quel che riguarda il secondo dopoguerra ed il boom economico.
Dal carretto e dai buoi dei nonni si è passati alle macchine e ai cavalli dei genitori. Il lavoro e lo sviluppo ha investito città e paesi trasformando radicalmente abitudini e modi di vivere.
La casa di proprietà è diventata quasi una consuetudine e il benessere diffuso è stato qualcosa di tangibile e non un semplice miraggio. L'informatica ha stravolto distanze e tempi abbattendo barriere insormontabili solo vent'anni addietro.
Ed ora?
Il lavoro scarseggia, gli stipendi sono arenati da anni e i prezzi galoppano.
Quel che più preoccupa è la scarsità di prospettive, il navigare a vista in un mare in forte tempesta.
I costi del welfare si sono fatti insostenibili ed è più che un impressione il senso di aver scavallato la vetta del "progresso" e di trovarsi ora in una discesa che si porta via certezze e diritti (anche contrattuali per i giovani) che erano acquisiti. Il disprezzo e la sfiducia per la classe politica monta in Italia, in Europa e nel mondo.
Fin dove torneremo?