venerdì 21 ottobre 2011

- Le imprese che comandano il mondo -


Interessante articolo pubblicato da Wired. Le 147 multinazionali super connesse da cui dipendono le sorti dell'intera economia.
Ritornano nomi conosciuti che fanno - e hanno fatto - il bello e cattivo tempo negli ultimi anni. Alcune di loro sono per la gente comune insegne affisse ai bei palazzi delle città od allegre pubblicità televisive, altre ricordano crac di banche d'affari e licenziamenti a catena (nota l'immagine dell'impiegato Lehman Brother’s con lo scatolone in mano)
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martedì 18 ottobre 2011

- Le ragioni della piazza, le esigenze del Palazzo -

Parigi, piazza Cibeles e Puerta del Sol a Madrid, piazza della Catalogna, Cile, Messico, New York, Washington, Londra, Berlino, ma anche Tokyo, Sydney, Hong Kong.. manifestazioni ovunque: 950 eventi organizzati in 80 paesi diversi.

Due semplici riflessioni. La prima: le ragioni della protesta - "l'indignazione contro lo strapotere della finanza, la disoccupazione dilagante e l'incapacita' della classe politica ad affrontare la crisi" - hanno trovato asilo in ogni dove. E' chiaro che allo stato attuale delle cose il cinema non potrà duarare ancora molto: paesi e posti di lavoro che saltano come pop-corn rendono stridente l'inadeguatezza di chi abita la politica rispetto alle problematiche che riguardano il vivere quotidiano di sempre più persone.
Se a ciò aggiungiamo la risposta del Governo che immediatamente dopo aver incassato la fiducia numero 51 nomina due viceministri - Misiti e Polidori (la ricordate? eccola qui..) - e un sottosegretario, Galati, la gente ha tutto il diritto (dovere?) di incazzarsi e sentirsi tirata per i fondelli.

La seconda: tutto il mondo scende in piazza e protesta, solo a Roma succede il finimondo. I quotidiani del 16 ottobre annunciavano il pericolo incidenti e gli stessi quotidiani il 17 si stupivano degli incidenti avvenuti. Come possono succedere solo da noi queste cose? E' comodo permettere che ogni protesta venga delegittimata permettendo la commistione fra gente comune e delinquenti che si pongono all'esterno del sistema democratico o veramente siamo un paese sfacciatamente incapace a tutelare la nostra sicurezza interna?
Le immagini di Roma sono sconvolgenti in entrambi i casi e a nulla servono le "condanne unanimi" del giorno dopo.

giovedì 6 ottobre 2011

- La lezione di Jobs -


Oggi più che mai siamo tutti pro-Jobs e discepoli di quel suo testamento lasciato sei anni fa ai ragazzi di Stanford. Poche volte si è registrata una simile ondata emotiva per un "capo d'azienda".
Ciò che ha creato ha riscontrato una fedltà quasi maniacale nei suoi primi fans e una moda dilagante negli ultimi anni. Ha inanellato un prodotto più azzeccato dell'altro, cambiando stili di vita e mercato, coniugando bellezza, funzionalità, businnes e fruibilità.
"Stay Hungry, Stay Foolish" è diventata una di quelle frasi che i nostri nipoti troveranno nei cioccolatini.
Partito da un garage e arrivato sulla cima più alta dell'industria, la sua parabola ci ricorda che contro alcune avversità non ci sono intelligenze o dollari che si possano opporre. E allora il suo discorso sulla vita che non è infinita, che non c'è tempo da perdere, che è bene inseguire un'idea se per quell'idea sei disposto a spenderti, beh quel discorso assume ancora più valore. Perche morire a 56 anni non è giusto, che tu sia Steve Jobs o il signor nessuno. 
Riguardate ora quel video che lanciava il primo Macintosh nel 1984. C'era già tutta la sua idea: una ragazza che corre - non ha tempo per camminare - e con tutta la sua forza abbatte il Grande fratello, l'omologazione. Sono passati più di 25 anni, ma era già tutto lì: Think different, lui c'è sempre riuscito

giovedì 29 settembre 2011

R.E.M. la fine dopo 31 anni

“Ai nostri fan e ai nostri amici: come R.E.M. e come amici di una vita e co-cospiratori, abbiamo deciso di sciogliere la band. Ce ne andiamo con una grande senso di gratitudine, di conclusione e di stupore per i risultati raggiunti. A tutti quelli che si sono sentiti toccati dalla nostra musica, il nostro più sentito ringraziamento per averci ascoltato” R.E.M.
Qui i commenti personali di Mike, Michael e Peter.

mercoledì 21 settembre 2011

E' l'ora di Matteo Renzi?


Anche giornali non propriamente "comunisti" come il Corriere della Sera a firma Sergio Romano e il Sole24Ore in un bell'articolo di Roberto Napoletano chiedono oggi un passo indietro al Presidente Silvio Berlusconi.
L'esecutivo battuto ieri per 5 volte alla Camera e sconfessato un giorno sì e l'altro pure da Bossi e da parte della Lega sembra davvero alle strette.
Posto che ci dovrà essere - in tempi stretti? -un dopo Berlusconi, l'imbarazzo sulla mancanza di alternative è allarmante. Reazioni odierne di alcuni leader dell'opposizione ne marcano l'impraticabilità e l'inadeguatezza a posizioni di comando.
Se è vero che si può andare a votare tappandosi il naso è pur vero che prima o poi il respiro deve essere preso e che ora si inizia ad essere nauseati dal clima politico degli ultimi anni.
La difficoltà per chi ha trent'anni a votare Bersani, Fini, Bindi, D'alema, Di Pietro, Bocchino, La Russa e compagnia cantante è reale. Fanno tutti parte della stessa classe politica che ha convissuto con i vizi della Seconda Repubblica, sia da vincenti che da perdenti..
E l'ora per Matteo Renzi di candidarsi? 
Io credo di si.
Poco importa che si candidi per il PD o per qualcun'altro. C'è bisogno di aria nuova e di nuovi riferimenti.
Di riforme che diano il passo ad un cambio di rotta che non può avvenire cambiando parte all'interno della stessa classe politica.
E' pronto per governare? C'è qualcuno "nuovo" più pronto di lui?
E' ora di avere coraggio e di correre il rischio.

giovedì 15 settembre 2011

Zuckerberg e le idee vincenti. Ma nel 2011, c'è ancora spazio per inventare qualcosa?

Ho appena visto "The social network".
Facendo la dovuta tara, in questi casi sempre corposa, possiamo ricavare un profilo (a lui il termine piacerebbere..) di Mark Zuckerberg, il ragazzo classe 1984, inventore di Facebook (o co-inventore).
A metà film il preside di una delle maggiori università a stelle e strisce pronuncia una frase che suona più o meno così: "tutti i laureandi che escono di qui credono di inventare un lavoro. Invece di cercarselo un lavoro, pensano di crearne uno nuovo".

Nel caso di Mark Zuckerberg l'idea - quell'idea di prendere la vita sociale di una comunità e di metterla on-line - ha funzionato. Ma c'è ancora spazio per inventare un lavoro? Nel 2011, c'è ancora spazio per inventare qualcosa? Una laurea vale ormai molto poco, per un numero indefinito di anni dopo la tesi, un numero indefinito che va allargandosi sempre più, vale sicuramente meno di uno stipendio da idraulico, da artigiano o di qualcuno che sa fare bene il proprio mestiere per cui non servono qualifiche scolastiche.

Come risposta però le fila alle porte delle Università continuano ad ingrossarsi: in una città come Brescia 2000 ragazzi tentano il test per medicina a fronte di 190 posti in aula.
La vita quotidiana sembra dire che non c'è bisogno di tutti questi laureati anche se poi, per fare l'impiegato, viene richiesto un master in economia.
E allora serve un'idea su cui puntare. Ma c'è posto, nel 2011, per altri Mark Zukerberg?
Ben sapendo, sopratutto, che le invenzioni del secolo non possono essere partorite tutti giorni.

lunedì 12 settembre 2011

Bene la Juve, Milan verso Barcellona, incubo Inter

Il lunedì, come la maggior parte degli italiani, parliamo di calcio.
La Juve, diretta da un Andrea Pirlo tirato a lucido, cala il poker nel nuovo stadio (bellissimo, speriamo apra la via anche per altre squadre). Il Parma è sembrato fin troppo remissivo, ma i bianconei hanno dominato per novanta minuti in ogni zona del campo.
Milan e Lazio hanno dato spettacolo per un tempo. La Lazio conferma i pronostici che la danno come una delle squadre più attrezzate per arrivare nelle prime posizioni. Klose, Cissè ed Hernandes sono bocche da fuoco di primissimo livello. Il Milan è quello dello scorso anno, squadra in grado di rimontare uno 0 a 2 in pochi minuti. Certo il Pirlo visto ieri è ben altra cosa rispetto ad Aquilani.
Il Napoli dimostra di essere squadra tosta e concreta (mercoledì la prova del nove contro i ragazzi di Mancini) mentre la Roma spagnola perde ancora.
La sorpresa arriva da un Inter naif che commette errori incredibili. Il Palermo poteva segnare ben più dei 3 gol realizzati. Difesa e centrocampo hanno sbagliato i movimenti previsti dal nuovo schema, Zarate è stato sostituito dopo 30 minuti e tutta la squadra è sembrata in confusione.
Gasperini è già sulla graticola (ma si sapeva ancor prima di ingaggiarlo che il tecnico piemontese avrebbe giocato con il 3-4-3): avrà vita lunga?